Supino, sede della distilleria Prete

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Le Origini della città

Paese di origine medioevale probabilmente prende il suo nome dalla sua posizione adagiata, supina ai piedi del Monte Gemma.
Per molto tempo si è parlato della possibile presenza in loco dei resti della antica città di Ecetra di cui non esiste alcuna traccia concreta, città da cui avrebbero tratto origine i paesi dei Lepini orientali.
Tracce di un passato che va ben oltre le origini medievali sono rappresentati dalla scoperta di una villa termale di epoca romana avvenuto negli anni 60 in località Cona del Popolo. Menzione ufficiale di supino negli scritti storici risale al 1128. Il castello posto alla sommità del colle chiamato comunemente dai supinesi la Torre era abitato dalla famiglia dei Conti "de Ceccano" che successivamente assunsero il nome di "de Supino", alcuni di questi diventarono alti prelati rendendosi famosi per aver partecipato alla congiura contro Bonifacio VIII.

La Storia della città

stemma supinoChiamata anticamente "Ecetra", è un piccolo centro di origine medioevale aggrappato alle pendici dei monti Lepini. Confinante con lo spettacolare scenario del monte Gemma, dove nidifica l'aquila reale, Supino è soprattutto nota per il santuario di San Cataldo, venerato ogni anno da migliaia di pellegrini. Prevalentemente restaurato nel 1966, il santuario presenta una moderna porta bronzea raffigurante in bassorilievo scene sacre legate alla vita del Santo ed ai suoi miracoli.

All'interno, il tempio, a pianta circolare con anello interno, è scandito da sei robusti pilastri, da cappelle laterali e da una cupola con lanterna. Lungo via Roma si ammirano numerosi portali, di origine medioevale, ad arco acuto o rotondi, mentre nei pressi della piazzetta principale sorge la grande chiesa di Santa Maria Maggiore con elementi di stile barocco (1700). Interessante e particolare il suo campanile a cinque piani, che presenta ampie monofore nella cella campanaria, ed un orologio.
Molto frequentata, soprattutto d'estate, la fonte del Pisciarello, dalla quale sgorga acqua minerale indicata per la cura delle malattie renali; adiacente ad essa è la chiesa di S.ta Maria di Loreto con affreschi del 1578.
Rivestono importanza archeologica le Terme romane del I sec. d.C. venute alla luce nel corso di recenti scavi. L’epoca dei primi insediamenti urbani nella zona è incerta, anche se alcuni ipotizzano che Supino sia nata ad opera dei profughi fuggiti dalla distruzione di Ecetra, mitica città dei Volsci.
Tuttavia è stato attendibilmente dimostrato dal prof. Cesare Bianchi di Ferentino, già preside della scuola media di Supino, che Ecetra non poteva trovarsi nell’agro supinese, ma nella zona del “Bosco ferentino” (dedicato ad una divinità locale, “Ferentina”, appunto, simile alla dea Feronia). Di certo durante l’epoca romana il nucleo abitativo doveva essere situato più a valle dell’attuale paese, dove sono stati rinvenuti importati resti di una villa con un ambiente termale con pavimenti a mosaico bianco e nero con soggetti marini del II secolo d.C.
Successivamente, in epoca medioevale, l’abitato si spostò verso la collina. Le prime notizie certe dell’esistenza di Supino ci provengono dalle cronache di Fossanova.
Nel 1125 il castello di Supino subì un lungo assedio, durato due anni, da parte delle truppe di papa Onorio II. In precedenza il signore locale, Tommaso di Supino, aveva stretto alleanza, nel 1216, con Ruggero d’Aquila, per contrastare i suoi rivali, i Conti de Ceccano.
L’assedio, conclusosi con una sconfitta, segnò il passaggio del feudo alla potente famiglia dei De Ceccano. Le cronache ci riportano di un nobile Rinaldo da Supino che nel 1303 prese parte, con Guglielmo di Nogaret e Sciarra Colonna, al famoso episodio dello schiaffo di Anagni.
Con l’estinguersi dei da Supino il castello passò alla fine del XIV secolo ai Colonna, poi allo stato pontificio, per poi tornare di nuovo ai Colonna a metà XVI secolo. Venuto in disuso e decaduta la potenza dei Colonna a Supino, che com’è noto aveva interessi maggiori sia nella vicina Patrica, sia nella Capitale, alcuni tracciano la trasformazione della Rocca in abazia denominata San Giovanni della Torre, a cui risultavano associati dei benefici diocesani.

Supino Oggi

stemma supinoAttualmente il paese si è in larga parte spostato in basso, per lo più in diverse aree di campagna e lungo le tre direttrici principali di scollinamento, a causa del generale processo di dislocazione a valle dei centri montani e collinari.
Il centro urbano è composto da abitazioni di modesta entità, pochi gli elementi architettonici residui, fra cui diverse finestre quattrocentesche, portali delle case .
Tra gli edifici degni di menzione vi è il Palazzo Balestro recentemente ristrutturato ed adibito a sede Municipale.
Nelle vicinanze della nostra distilleria è presente una ottima roccia calcarea immersa nel verde, una placca ricca di fessure e tacche dove si può svolgere una bellissima arrampicata prevalentemente in placca su di un compatto calcare grigio. Le vie sono spesso tecniche e con prevalenza di appigli a tacca anche se non mancano buchi e svasi.

La Distilleria Prete

distilleria preteLa distilleria è situata nella gola sotto il Monte Gemma in contrada Grotticella, l’altura più rilevante di questo lato della catena.

Ma il territorio è caratterizzato da una parte interna, racchiusa da una quinta formata dal colle della Torre e dal cosiddetto Quarto: si tratta di un’ampia conca che risale il ripido monte e sfocia nel vasto pianoro di Santa Serena. In quest’area, già protetta dall’abbandono umano dei monti e regno di pochi pastori, sono sorte ultimamente delle abitazioni che sciamano verso l’alto, favorite dalla costruzione di una strada verso Santa Serena.
Castagni, Lecci, Aceri Minori, sono gli alberi che lungo la strada cedono il posto alla faggeta. I Faggi in alcuni periodi dell’anno, con il loro manto foliare, assumono colorazioni diverse a seconda dell’altezza e dell’esposizione.
In autunno per esempio si può ammirare da vicino il contrasto cromatico delle loro foglie su tutta la valle.
Raggiunta quest’ultima, passeggiandovi all’interno, si possono ammirare piante come Ciliegi, Agrifogli, Tassi, Aceri d’Ungheria, cespugli di Rosa Canina, Biancospini, Iperico.

L’ambiente alto-collinare è molto interessante sul piano naturalistico, sia per la presenza di monti ancora ricchi di vegetazione, per il panorama e per l'ottima qualità dell'aria.